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MOSTRA FOTOGRAFICA BARBIE A ROMA | ESPOSIZIONE FOTOGRAFIE BARBIE A ROMA APRILE 2010 MAGGIO 2010


Laura Piattella Il Tempo 22/04/2010

exhibitions > press room

Un esordio, giovanissima, come fotomodella e attrice, che dopo qualche anno le regala un’esperienza invidiabile sui set. Poi l’esigenza di approfondire il rapporto tra la forma e ilsignificato, tra l’immagine e il senso, tra l’immaginazione e la realtà. Dopo un primo intenso periodo di ricerca fotografica dedicato ai ritratti, una nuova feconda passione: la fotografia degli oggetti. L’ultimo cui rivolge la sua acuta attenzione è la Barbie, icona indiscussa dell’universo femminile: a lei è dedicata “Apnea”,la personale fotografica che si inaugura domani nella capitale (dalle 19:30), negli spazi espositivi di Via dei Banchi Nuovi al civico 46.Forse perchè fu il primo giocattolo ad avere una strategia di mercato oltre che una vera epropria biografia (nome e cognome, famiglia, amici, il fidanzato Ken, gli studi alla Manhattan International High School di New York, il camper e la mitica decappottabile rosa), di fatto da generazioni la Barbie è il simbolo della bellezza.

Con il segno dispregiativo dell’assenza di contenuti. Sostanzialmente, Barbie è il prototipo della “bambola”: bella e ingenua.In “Apnea” invece decine di immagini (stampate in formati anche grandissimi) spezzano illuogo comune offrendoci un originalissimo punto di vista. Nella lettura artistica di LauraPiattella la Barbie è centro e prospettiva di una personale lettura del mondo. Che è poi ilmondo visto dal grandangolo della femminilità: un universo fatto di sorrisi inespressivi, digabbie dorate, di condizionamenti sofferti, di destini accolti. Destini in cui l’estetica dell’esteriorità può stridere drammaticamente con il “sentire” profondo; in cui il fascino dellabellezza può rivelare il suo profilo debole: il rischio che attragga solo chi non è disposto atollerare in una donna l’intelligenza.Particolarmente interessanti, tra le fotografie in esposizione, “Svelata”, che mette a nudo-oltre la metafora- discutibili convenzioni socio-culturali (la Barbie è “fuorilegge” nei paesiislamici) e il “Ritratto”, che suggerisce la lettura autobiografica (non a caso sul suo sitol’autrice appare in una fotografia nella stessa identica posa). Suggestivi poi i titoli chesintetizzano l’idea madre di ogni scatto: dalla “Gabbia” fatta di beni materiali e eden artificiali popolati da variopinti uccelli, antropologicamente simbolo del distacco dal mondo,su unosfondo in manto leopardato (Barbie apparve per la prima volta, nel 1959, con un costumezebrato!) a “Victim”, dove immancabilmente sorridente appare una Barbie crocifissa dallamoda e di nuovo incatenata dai gioielli, fino a “Tunnel”, in cui il dinamismo della fluentechioma lascia intendere uno “scivolamento verso il basso”, di nuovo provocato da un uncinoopprimente di preziosi. Ma ci sono anche i “Giorni di pioggia” in cui le certezze sembranosfocare, e c’è “Elena”, giocosa dedica a colori tutta familiare. Curata dallo studio di architettura Arte Design, la mostra rimarrà aperta fino al prossimo7 maggio.Infoline 06.68801783

Luigia Berti“Il Tempo” giovedì 22 Aprile 2010


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